Il “mobbing” ai danni delle infermiere è, purtroppo, duro a morire.
Se ne è avuta un’ulteriore conferma assai di recente, allorchè, lo Studio Legale Nouvenne è stato incaricato dell’assistenza da parte di un’Infermiera – in servizio presso un’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) della Regione Lombardia, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato ed orario di lavoro “part-time” – la quale, da più di dieci anni a questa parte, è stata fatta oggetto di una serie di comportamenti “mobbizzanti”, ad opera del “Coordinatore del Servizio”.
Tali comportamenti “mobbizzanti”, e, comunque, tali da avere generato un ambiente di lavoro “stressogeno”, si sono estrinsecati, in via meramente esemplificativa e non esaustiva, nell’avere il predetto “Coordinatore del Servizio”:
- a) sistematicamente predisposto dei turni di lavoro non rispettosi dell’orario di lavoro a tempo parziale accordato alla lavoratrice, siccome tali da determinare la prestazione, in via continuativa, di ore di lavoro supplementare e/o straordinario;
- b) frequentemente predisposto dei turni di lavoro tali da ostacolare la lavoratrice nella fruizione dei permessi ex L. 104/1992;
- c) sistematicamente omesso di rispondere alle ripetute richieste, presentate dalla lavoratrice, e tendenti ad ottenere il “riallineamento” del piano-turni di lavoro al regime orario a “part-time” accordato ad essa lavoratrice ed al diritto di usufruire dei permessi ex L. 104/1992;
- d) opposto reiterati dinieghi alle richieste di riposi, tempo per tempo, presentate dalla lavoratrice;
- e) progressivamente isolato dal gruppo di lavoro la lavoratrice;
- f) ripetutamente tenuto atteggiamenti canzonatori nei confronti della medesima; il tutto nello scoperto intento di indurre la predetta a rassegnare le proprie dimissioni dal rapporto di lavoro o a richiedere il trasferimento ad altra sede.
Lo Studio Legale Nouvenne ha, pertanto, provveduto ad inviare una diffida, mediante cui, da un lato, ha intimato all’ASST datrice di lavoro di volersi immediatamente attivare, al fine di fare, altrettanto immediatamente, cessare le sopradescritte condotte illecite; e, dall’altro, ha rivendicato il risarcimento dei danni tutti, patrimoniali e non (questi ultimi in termini di danni morali ed esistenziali, nonché alla salute psico-fisica), patiti e patiendi dalla lavoratrice in conseguenza delle sopradescritte condotte “mobbizzanti” e, comunque, tali da aver generato un ambiente di lavoro “stressogeno”.
Lo Studio Legale Nouvenne si offre, quindi, per la relativa assistenza sia stragiudiziale, sia eventualmente giudiziale, in favore di quei Lavoratori, sia del settore Privato che del settore Pubblico, che siano vittime di “mobbing” e che, comunque, si trovino ad operare in un ambiente di lavoro “stressogeno”.
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